Elezioni Quirinale, per voto segreto da remoto perché non adottare sistema usato dal Piemonte?
Se il Consiglio regionale del Piemonte è riuscito a votare da remoto con scrutinio segreto i suoi tre delegati, che parteciperanno all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, come è possibile che il Parlamento brancoli nel buio e non adotti lo stesso strumento per permettere ai positivi di poter esercitare il voto?
È una domanda che sorge spontanea dal momento che un apparato pubblico è riuscito ad avvalersi di questo strumento, messo a punto dal suo Csi, per garantire alla Regione la piena operatività anche a distanza.

Un modo per garantire di votare a tutte le persone elette nell’istituzione che però non possono entrare in Consiglio per le regole anticovid, visto che sono risultate positive a un tampone. Una novità, un divieto di ingresso che in questi giorni riguarda diversi consiglieri, parlamentari, grandi elettori, che è arrivata con la pandemia, e che può alterare gli equilibri democratici e politici delle assemblee legislative.
La procedura del voto online e segreto
Come si legge nella nota ufficiale sul sito Crpiemonte del 13 gennaio la soluzione si basa sull’utilizzo della posta elettronica certificata (PEC) e garantisce l’avvenuta espressione di voto di ogni partecipante e il pieno anonimato.
La procedura prevede un iter molto semplice: si pianifica l’inizio e la fine della votazione con una Pec inviata a una casella predefinita, all’ora prevista viene inviata automaticamente una Pec con le preferenze disponibili. A quel punto ogni elettore avente diritto deve rispondere alla mail indicando l’opzione o le opzioni scelte fra quelle disponibili.
Un sistema innovativo per tutti gli aventi diritto di voto al Quirinale
Il sistema analizza le risposte in tempo reale man mano che arrivano, ne verifica la correttezza (codice votazione, orario, mittente, …), registra l’espressione di voto di ogni votante e cancella la Pec, garantendone così il pieno anonimato. Al termine dei lavori invia quindi un’ultima Pec allo scrutinatore, indicando l’elenco dei votanti, i voti ricevuti da ogni opzione prevista, il numero di schede bianche e i voti non validi.
Dunque tornando al punto di partenza, se c’è riuscito un ente regionale potrà ben riuscirci il Parlamento con le sue adeguate e ben pagate strutture.
