“L’automobile è femmina” Cit. Gabriele D’Annunzio
“L’automobile è femmina” lo affermava Gabriele D’Annunzio in una lettera al Senatore Giovanni Agnelli (padre del celebre Avvocato Agnelli) descrivendo le caratteristiche della sua automobile e paragonandole alle innumerevoli virtù femminili.
Potremmo quasi vederla come una profezia in quanto nel 1907 Ernestina Prola fu la prima donna a conseguire la patente o meglio la licenza (così denominata all’epoca) rilasciata dalla Prefettura con il controllo del Genio Civile dopo una prova pratica e un’accurata visita medica. La “patente” era accompagnata da un libretto dove venivano registrate le contravvenzioni.
“Gli automobilisti che devono circolare sulle strade ordinarie saranno sottoposti alle opportune prove”
Recita il primo regolamento che fa riferimento all’autorizzazione alla guida contenuto nel regio decreto del 28 luglio 1901 n 416.
La donna impavida passò alla storia come “la signorina al volante”, in un periodo storico dove le donne non potevano neanche votare.
Ma la signora Ernestina nonostante tutto e tutti divenne anche la chauffeuse della scuola di Torino.
Insomma una gran bella soddisfazione per una donna di quell’epoca.
Tra l’altro la patente le venne rinnovata per molti anni, guidò sino all’età di 78 anni.
Ad oggi abbiamo una grande testimonianza della Signora Prola: la sua residenza di Exilles, Villa Ernestina e la sua caparbietà.
Insieme a lei ricordiamo anche la Signora Benz, fu la prima donna della storia a guidare e a brevettare un’automobile.
Fu infatti lei ad effettuare il test drive dell’automobile Benz Patent- Motorwagen modello III progettata dal marito Carl Benz.
La signora Benz testò la macchina percorrendo 100km all’insaputa del marito, lasciandogli soltanto un biglietto, dove lo informava del viaggio che stava per affrontare.
Nel corso del viaggio trovò numerosi ostacoli, ma la sua tenacia la fece arrivare a destinazione anche poiché provo a reinventare” al femminile il ruolo di meccanico”, infatti la leggenda narra che la spiritosa Benz riparò il condotto della benzina con lo spillo del cappellino e ripristinò il cavo di accensione logorato con l’aiuto dei reggicalze.
Come in ogni lieto fine che si rispetti, la signora Benz arrivò a destinazione, fiera di aver guidato e brevettato un auto che sarebbe diventata la più gettonata dagli uomini.
Che dire anche l’automobile è donna!
Grazie anche a Ernestina, Bertha e a tante altre donne, scopriamo un universo femminile senza confini.
Da oggi quindi non è più valido il detto: “Donne al volante, pericolo costante”.
