Dopo il lockdown, rinasce la voglia di verde nel cuore storico della città
«Il lockdown appena trascorso a causa del Covid-19 ha cambiato le prospettive nell’acquisto di una casa. Oggi la ricerca è proiettata su ambienti “adattabili” alle esigenze del momento. È un periodo storico che non dimenticheremo e che ci ha lasciato il desiderio di curare e dare maggiore attenzione all’organizzazione degli spazi interni»: Claudia Gallipoli, agente immobiliare di lunga esperienza e titolare dell’agenzia del centro “Qui le case più belle”, è certa che da questa situazione emergerà una rivoluzione storica anche da parte degli architetti che troveranno il modo di “creare case da sogno per tutte le tasche”.

«Non sempre servono grandi metrature – spiega Gallipoli – l’importante è creare ambienti su misura e oggi è possibile. Un esempio semplice è quello di giocare con le luci, cambiando le atmosfere si riscopre ogni giorno la propria casa».
Dopo l’immersione nel digitale e la permanenza prolungata in luoghi chiusi, si è sentito il bisogno di riconnettersi con un ambiente naturale. Una risposta efficace per ricreare il legame tra città e natura arriva dal design biofilico. Incorporare nella progettazione architettonica elementi del mondo naturale, dalla geometria delle forme, alla presenza di piante e di verde, fa bene alla psiche.
«Gli esperti lo chiamano “nutrimento neurologico” perché la natura ha un effetto rigenerativo sull’organismo», spiega la dottoressa Sofia Amelio, psicoterapeuta della Gestalt. «Lo abbiamo capito durante i mesi di reclusione, sentendo il bisogno di ritrovare il contatto con la natura, anche solo tenendo una pianta in casa».
Per queste ragioni oggi l’architettura più innovativa sviluppa ambienti che integrino il verde nei progetti abitativi. «Numerosi studi confermano infatti che avere un rapporto diretto con la natura migliora il sistema immunitario», sostiene la dottoressa Amelio.
«Quando si compra casa – aggiunge Claudia Gallipoli – l’attenzione è sempre rivolta ai servizi e al comfort, ma il trauma subito durante l’isolamento forzato ha lasciato un segno indelebile e noi del settore – spiega Gallipoli – non possiamo che prenderne atto adeguandoci alle nuove esigenze e sensibilità».
D’altra parte le piante aumentano l’ossigenazione, si respira meglio e l’ansia diminuisce. Gettare lo sguardo al di là della finestra e poter vedere il verde è un toccasana, specialmente se l’ambiente è anche un luogo di lavoro.
«Vendere case non è solo una professione, ma è una vera esperienza umana dalla quale ogni volta si impara qualcosa. L’amore per il mio lavoro e la discrezione – conclude Claudia Gallipoli – mi permettono di “sentire” i desideri dei miei clienti e cerco di trovare per loro la casa del cuore, quella che incontra le loro ambizioni e le loro aspettative. E non dimentichiamoci che quando una casa ha valore, il mercato non subisce crisi, nonostante le oscillazioni dei prezzi, le case di pregio conservano nel tempo quotazioni e prestigio».
